Review: Royal Pains 3×12 “Some Pig”

Come ha reagito Hank alla rivelazione che Divya ha somministrato i medicinali sbagliati a Kasabian? Beh non ha reagito, non subito. All’inizio dell’episodio lo vediamo discutere della faccenda con Evan e sembra che la cosa non lo preoccupi almeno fino a che non arriva Jill annunciando che Divya si è fermata da un paziente che ha chiamato. A quel punto Hank si allarma e prende subito la macchina per raggiungerla. è chiaro, non si fida. Divya lo capisce subito e fa di tutto per dimostrare che è ancora un bravo dottore, è super scrupolosa e prende in esame qualsiasi ipotesi pur di risolvere il caso da sola. A un certo punto l’atmosfera si scalda e lei ed Hank hanno una discussione. Come al solito tutto è bene quel che finisce bene e Hank inizia a perdonare la sua collaboratrice, ammettendo che gli errori possono capitare. Nel frattempo i nostri piccioncini preferiti, Evan e Paige, affrontano per la prima volta l’ansia da matrimonio cercando entrambi di nasconderla il più a lungo possibile fino a che non si rende necessario parlarne. Anche qui, niente di sconvolgente, tutto si risolve con un bacio e un ti amo (che comunque fanno sempre piacere). La cosa più interessante dell’episodio è forse la situazione di Jack, il nuovo personaggio introdotto nella 3×11, giocatore di golf professionista che scopre grazie agli esami fatti ds Hank su di lui di essere affetto da Lupus. La malattia non è curabile, si può solo tenere sotto controllo. Hank cerca di spiegare al suo paziente che non è la fine del mondo, che può ancora vivere una vita normale, ma l’uomo non può evitare di deprimersi. A giungere in suo aiuto e a tirargli su il morale è Jill e, pur non rivelandole precisamente quale sia il suo problema, Jack pare trovare conforto nella compagnia della ragazza. Come ho già anticipato, ci prova. Tuttavia, a sorpresa direi, dopo una sfilza di rassicurazioni da parte di Hank, l’episodio finisce con la triste constatazione che purtroppo la malattia di Jack è progredita più del previsto, si sta estendendo ai reni il che non è una buona notizia. Un bel fuori programma per una serie dove di solito la situazione non è mai così grave come può sembrare.

Hallelujah! Dexter is back! 6×01

6×01 – Those Kinds Of Things

Ieri sera su Foxcrime è iniziata la sesta stagione di Dexter e devo dire che non vedevo l’ora perchè le mie aspettative a riguardo erano piuttosto alte. Dopo una quinta stagione alla fin fine deludente, un pò da amaro in bocca, si sentiva il bisogno di un ritorno ai bei vecchi tempi in cui il nostro Dexter se ne andava allegramente in giro per le strade di Miami a far fuori i cattivi sfuggiti alla legge. Così, senza impegno, senza dover tirar fuori cellofan e lame per vendicare una persona in particolare (si, sto parlando di Lumen) ma proprio per il gusto di farlo. Ed è così che la sesta stagione si apre fregandoci in pieno; ci viene mostrato un Dexter sanguinante in uno spiazzo buio, pensiamo che sia già successo qualcosa di brutto, che ci abbiano  scaraventati subito dentro l’azione e assistiamo alla chiamata dell’uomo ai soccorsi. Arrivano due tipi con l’ambulanza e quando pensiamo che trasporteranno il vendicatore sulla vettura…lui tira fuori in un colpo solo 2 siringhe e li stende entrambi. Fichissimo. Questo per farci già capire com’è l’andazzo, si torna al vecchio modus operandi ed era ora. è passato un anno dagli eventi della quinta stagione e Dexter non pensa più a Lumen ma solo a suo figlio che ha una nuova babysitter, la giovane sorella di Angel. è tempo di scegliere dove mandare a scuola Harrison e la prima scelta cade su una scuola cattolica. Ma Dexter è proprio sicuro di voler impartire un’educazione religiosa di qualche tipo al figlio? Quando lui stesso non ha mai creduto in niente se non nella sua forma di giustizia personale? Alla fine dell’episodio Dexter deciderà che la cosa migliore è mandare il bambino dalle suore dove per lo meno gli verrà insegnato a credere in qualcosa. Chissà come sarebbe stata la sua vita se avesse avuto un credo preciso? Il tema della religione non si limiterà a rimanere fine a sè stesso nell’episodio uno ma sarà il centro della stagione visto che c’è un nuovo cattivo in città, anzi due. Questi loschi individui che citano la Bibbia e ammazzano la gente (ovviamente), sono interpretati da Colin Hanks e Edward James Olmos, a parer mio delle scelte di gran lunga migliori dell’inutile Julia Stiles dell’anno scorso. In tutto ciò Maria LaGuerta viene nominata Capitano mentre Quinn, dopo aver convissuto un anno con Deb, si prepara a farle la grande domanda. Sarà la volta buona per Deb? Più che altro c’è da chiedersi se Quinn ce la farà a farla questa proposta visto che nell’episodio viene interrotto da una sparatoria…

Starstruck: Evan Peters

è giunto il momento di parlare di questo ragazzo:

Evan Peters nasce il 2o gennaio 1987 a St. Louis, nel Missouri. Si trasferisce coi genitori nel Michigan dove comincia a interessarsi alle recitazione. Nel 2004 ottiene il suo primo ruolo al cinema nel film indipendente Clipping Adam dove interpreta un ruolo difficile, quello di un ragazzino segnato dalla morte della madre e della sorella. Il film, seppur uscito un pò in sordina ha un grande successo di critica e Peters riceve il suo primo riconoscimento, lo Special Jury Award. In seguito si prende una pausa da ruoli così impegnativi prendendo parte al film per ragazzi Sleepover e recitando in alcuni episodi della serie Disney Phil Dal Futuro. Alcuni lo ricorderanno anche come Jesse, il figlio di Russell Varon nel telefilm di breve durata Invasion. Ma Evan si definisce affascinato dai ruoli un pò strani e oscuri e ritorna sulla strada che l’ha portato ai primi successi scegliendo di far parte del cast del film drammatico An American Crime, storia vera di uno degli omicidi più macabri d’America. Interpreta Max in Never Back Down 1 e 2 e fa qualche comparsata in vari telefilm come House, Ghost Whisperer e Parenthood. I due ruoli che cominciano a renderlo finalmente celebre sono quelli di Todd nel successo cinematografio Kick Ass e quello di Jack Daniels nella serie TV One Tree Hill. Anche qui il ruolo non è dei più leggeri visto che Jack è un ragazzino cresciuto dal fratello criminale, alla ricerca dell’amore che solo una famiglia vera può dargli.

Dove possiamo vederlo adesso? La ricerca di Evan di un ruolo sufficentemente dark e drammatico si è conclusa (per ora) con l’ottenimento del ruolo di Tate Langdon in American Horror Story, serie horror-mistery in onda sul canale via cavo FX (USA) nella quale le sue doti recitative sono messe in risalto più che mai.

Royal Pains 3.11 – A Farewell To Barnes

La seconda parte della stagione 3 di Royal Pains riprende esattamente da dove si era interrotta l’estate scorsa. Eric Kasabian, paziente di Hank, ha uno shock anafilattico mentre si trova a casa sua e il nostro dottore preferito si precipita a soccorrerlo. Sappiamo che la responsabile è Divya che, stanca e stressata dal suo doppio lavoro, somministra irroneamente dei medicinali sbagliati a Kasabian. Hank è ignaro dei turni della ragazza all’Hamptons Heritage e fa una scenata al Dottor Van Dyke supponendo che sia lui il colpevole. Una volta appreso dell’incidente, Divy si sente terribilmente in colpa e alla fine dell’episodio dà le dimissione, d’accordo con Jill. Ma non è finita qui: le dimissioni non sono una punizione sufficente per aver quasi ucciso un uomo, quindi Divya decide finalmente di fare la cosa giusta e racconta ad Hank dei suoi turni all’ospedale. Come reagirà? Lo scopriremo nella prossima puntata. E il sul fronte amoroso che succede? Avevamo lasciato Evan e Paige segretamente fidanzati e appena usciti da una crisi famigliare visto che la signora Collins si era dovuta sottoporre a una seduta di elettroshock per guarire dalla sua depressione. Proprio la scoperta della sindrome della donna sembra essere il fattore scatenante del cambiamento del padre di Paige. Infatti l’uomo si era sempre rifiutato di accettare la malattia della moglie ma sorprendentemente in questo episodio lo vediamo raccontare tutto a un conoscente sul campo da golf, spalleggiato da Evan che improvvisamente viene visto dal Generale con altri occhi: l’uomo è positivamente impressionato da come si è comportato durante la crisi fimigliare e dà a lui e a Paige la sua benedizione per rendere ufficiale il fidanzamente quando lo vorranno. Purtroppo il momento di gioia dura poco poichè Evan esprimendo una sua opinione scatena le ire del Generale che revoca in un battibaleno la sua benedizione. Ma non vi preoccupate perchè il bello di Royal Pains è la leggerezza, la possibilità sempre dietro l’angolo di aggiustare i problemi, che siano medici o amorosi. Paige è stanca di dover aspettare l’approvazione del padre e in un gesto romantico si inginocchia e chiede a Evan di sposarlo. Ovviamente lui dice di si. Speriamo di vedere presto un bel matrimonio. Per un fratello che se la passa bene, ce n’è un atro che invece riceve un bel due di picche; Hank viene lasciato da Jill che si decide a lasciarsi alle spalle la loro storia d’amore di modo da non intralciare la nuova carriera che la aspetta. In un geniale riferimento a Casablanca, Hank può solo rispondere “Ci resterà sempre South Hamptons”. Ma vogliamo veramente credere che sia la fine del tira e molla tra questi due? Tra l’altro ora c’è anche un nuovo personaggio, Jack O’Malley, interpretato dal bravo Tom Cavanagh, vecchio amico e paziente di Hank che sembra alquanto interessato alla nostra Jill…triangolo all’orizzonte?

 

American Horror Story music: “Piggy, piggy”

Amo la musica in maniera smisurata e lo stesso vale per American Horror Story. Adoro anche scoprire nuove canzoni, nuovi artisti attraverso serie tv e film e quando capita è una figata. Questa canzone si sente nell’episodio 1×06 “Piggy, piggy” di AHS appena prima di una delle scene più memorabili di tutta la serie. Avendo rivisto la scena in questione un sacco di volte l’intro del brano mi si è impressa in testa quindi sono andata a cercare su google/youtube. Ecco cos’ho trovato:

La band ve la consiglio caldamente, sono i Lights On e adoro la loro musica.

Starstruck: Kate Mara

Allora, nella categoria Starstruck andrò ad inserire tutti quegli attori che mi lasciano a bocca aperta quando li vedo recitare, gente brava e bella che secondo il mio modesto parere farà il botto. Si parla di young Hollywood insomma.

La prima persona di cui vi voglio parlare è Kate Mara. Ho scoperto solo di recente l’enorme talento di questa ragazza, 29 anni (ma può dimostrarne fino a 20), originaria di New York e,  parole sue, con una enorme famiglia chiassosa a spalleggiarla. Kate era timida da piccola ma da quando la mamma le fece vedere i film di Judy Garland decise di mettere da parte le insicurezze e di diventare un’attrice. L’ha voluto fortemente e alla fine il suo grande sogno si è realizzato. Le scelte lavorative di Kate sono sempre molto intelligenti, come molti attori ha recitato in CSI (Miami e Las Vegas) e nei due Law & Order per fare un pò di gavetta e in seguito ha ottenuto dei ruoli ricorrenti in una manciata di episodi di Entourage e 24. E il cinema? Fa anche quello e passa con facilità da film indipendenti come 127 Ore e Happythankyoumoreplease a filmoni come Ironclad e Shooter. Come se non bastasse è pure bellissima e se solo volesse potrebbe fare anche la modella.

Dove la possiamo vedere adesso? Beh, se non vi siete ancora visti American Horror Story allora vi siete persi il telefilm migliore del 2011 e dovreste subito abbandonare questo articolo e andarlo a scaricare. Kate interpreta in maniera magistrale Hayden, un personaggio decisamente fuori di testa che causerà non pochi problemi ai protagonisti della storia gotica che ha spaventato l’America. In più tenete gli occhi aperti perchè quest’anno sarà anche nel film Blackbird accanto ad Olivia Wilde ed Eric Bana.

Curiosità. Il cognome Mara vi suona familiare? Forse è perchè sua sorella è Rooney Mara, protagonista del remake americano del film Millennium: Uomini Che Odiano Le Donne.

new blog

Mi è venuta questa bizzarra idea ieri sera di creare un blog nuovo. Amo Tumblr e lo terrò per sempre probabilmente ma visto che sono una Nerd gigantesca mi sono detta che forse avere anche un blog sui telefilm non sarebbe stato malaccio. O mi metto a scrivere o comincio a parlare da sola (la seconda alternativa non farebbe bene alla mia salute mentale). Quindi proviamo. Vediamo se questo esperimento affonda come il Titanic oppure funziona.

🙂