Review: Once Upon A Time 1×20 – The Stranger

Siamo agli sgoccioli di questa prima stagione di Once Upon A Time e i segreti degli abitanti di Storybrooke sono stati quasi tutti svelati. Nell’episodio 20 scopriamo finalmente anche l’identità di August, lo sconosciuto. Ci avevano fatto credere che fosse cattivo, una minaccia, forse il figlio di Tremotino ma invece…

Mondo Delle Fiabe: torniamo a parlare di Pinocchio e del suo babbo Geppetto. All’inizio dell’episodio troviamo i due in balia delle onde di un mare in tempesta, Pinocchio è ancora un burattino e teme di finire annegato o mangiato da una grossa balena assieme al padre. Alla fine il piccolo farà la scelta più coraggiosa e lascerà il salvagente a Geppetto finendo però in bocca alla balena. Quando la tempesta finisce Geppetto ritrova il figlio sulla spiaggia privo di sensi, sembra solo un pezzo di legno inanimato ma fortunatamente la fatina buona accorre in loro aiuto traformando Pinocchio in un bambino vero. Yeah! Il piccolo rimarrà così per sempre ma solo se continuerà ad essere coraggioso, sincero e altruista. Segnatevela questa. Geppetto e Pinocchio riescono a viversi il loro felici e contenti solo per poco però visto che ben presto la fatina buona li tornerà a trovare con la notizia della maledizione incombente su tutti gli abitanti del regno. Solo Geppetto può aiutare Biancaneve, il Principe Azzurro e la loro bambina a salvarsi costruendo una teca di legno, lo stesso utilizzato per intagliare Pinocchio, che li trasporterà in un mondo senza magia. La teca però potrà salvare solamente due persone e Geppetto accetta di costruirla solo a patto che Pinocchio sia una di quelle visto che non sa che cosa potrebbe accadere al bambino una volta trasportato nel mondo nuovo (una volta era di legno e potrebbe ridiventarlo). La fatina buona è contraria ma alla fine decide di mentire a Biancaneve e al Principe per il bene dell’erede e di tutti loro. Geppetto mette Pinocchio nella teca e gli fa promettere di prendersi cura di Emma quando sarà nel mondo senza magia. Il bambino promette e viene trasportato dall’altra parte. Sia lui che Emma vengono messi in una casa famiglia e all’inizio Pinocchio è ben contento di starle vicino ma poi arriva la tentazione: un ragazzino gli chiede di scappare e lui accetta piuttosto che rimanere in quel posto per sempre…

Storybrooke: Le condizioni di salute di August stanno peggiorando, fatica a camminare, perchè secondo voi? Le gambe gli stanno diventando DI LEGNO!!! Io ero eccitatissima da questa cosa quando l’ho vista, lo so, lo so, si sono viste cose più emozionanti in TV ma io ero lì del tipo “è di legno! è di legno!”. Ehm comunque, August è Pinocchio. Più tempo Emma ci mette a credere nella magia, meno tempo gli rimane da vivere così va a chiederle di fare un giro con lui, le mostrerà qualcosa che la aiuterà a capire cosa le serve per sconfiggere Regina e riprendersi Henry. Tuttavia Emma rifiuta e decide piuttosto di chiedere una mano con il caso a Mr. Gold che però rifiuta. A questo punto non sa che fare e non le rimane che affidarsi ad August seppur con riluttanza. I due partono in moto e arrivano fino a una tavola calda. Emma non è affatto contenta di essere lì perchè è il luogo dove è stata trovata da neonata. August la sorprenderà rivelandole che il bambino che la trovò quel giorno era proprio lui. Emma ne dubita, così August fa un altro tentativo e la porta nel bosco davanti all’albero da dove sono entrambi usciti grazie all’incantesimo, le racconta anche della copertina nella quale era avvolta quando la trovò. Ma niente, Emma è di coccio (quasi come lui, ecco) e non vuole credere che lui sia Pinocchio e che lei sia la figlia di Biancaneve distinata a salvare tutti. Vuole solo Henry, è lì per quello. Allora August le mostra la sua gamba diventata di legno ma agli occhi di Emma non ha niente di diverso da una gamba normale. L’uomo è disperato e non gli rimane che pregarla perchè lei è la loro unica speranza ma ad Emma non importa e se ne va sconvolta. Va in macchina a casa di Henry e lo fa scendere. Gli chiede se vuole lasciare Regina e vivere con lei e lui ovviamente risponde di sì, così Emma mette in moto e se ne va…

Il problema non è che Emma non crede, è che non vuole credere! Ne ha avute di prove, di testimonianze, ha letto il libro di fiabe e sicuramente l’ha capito che tante delle cose che succedono non sono solo coincidenze però non vuole essere l’eroina della storia, non l’ha chiesto (mi ha fatto pensare un pò a Buffy quando l’ha detto, “non ho chiesto di essere la cacciatrice!”). è una metafora che funziona molto bene con la vita reale, devo fare questa cosa e so che è molto importante ma faccio di tutto per prendere tempo ed evitarla perchè non è possibile che debba averla proprio io questa responsabilità. Suppongo che debba succedere qualcosa di davvero grosso per farle credere nella magia, Henry in pericolo di vita forse, altrimenti guiderebbe fino ad arrivare in Canada (o in Messico, la gente adora il Messico come meta di fuga). August sta ridiventando di legno e il motivo può essere solo uno: la fatina gli aveva detto di comportarsi in una certa maniera ma invece lui si è fatto fregare dalla tentazione di lasciare la casa famiglia e vedere quel nuovo mondo così curioso per lui, abbandonando la piccola Emma. Ha infranto la promessa e ora che il tempo ha ricominciato a scorrere è arrivato il momento di ritornare il burattino che era. Solo Emma può salvare Storybrooke.

Spotlight: Josh Schwartz

Può un nerd appassionato di musica indie che non ha nemmeno finito l’università riuscire a diventare uno degli screenwriter e show runner più di successo d’America? Può e l’ha fatto. In questo primo spazio Spotlight parliamo di Josh Schwartz, l’uomo che ha fatto diventare fighi i Nerd.

Josh Schwartz è un ragazzo con i piedi per terra, uno di noi. Cresce con dei genitori che lavorano per la Hasbro e sogna da sempre di diventare uno scrittore per la TV. Ha le idee così chiare che nel 1995 si iscrive al corso cinematografico della University of  Southern California. L’esperienza gli regala allo stesso tempo la prima soddisfazione e la prima delusione. Infatti al suo secondo anno di college crea uno script come compito assegnatoli in classe e tanto per fare decide di spedirlo a un concorso di Screenwriting. Sorprendentemente Josh vince, una bella somma di denaro tra l’altro, ma la bastonata gli arriva il giorno dopo con una telefonata: i partecipanti potevano essere solo gli iscritti al terzo anno e lui è solo al secondo. In ogni caso Josh non si perde d’animo e cerca di vendere altri suoi copioni a produttori e reti televisive ma nonostante l’iniziale interesse i suoi progetti vengono sempre bocciati. A questo punto Josh è stanco non solo dei rifiuti ma anche dell’università così lascia.

The OC: la svolta

Una cosa è certa, Josh non si arrende mai ed è anche pieno di creatività. Nel 2003 scrive un pilot per la TV dal titolo The OC. Lo propone alla rete dal target giovanile The WB e finalmente arriva una conferma. Lo show viene prodotto e realizzato e in men che non si dica diventa un successo tra gli adolescenti. La storia ruota intorno a Ryan Atwood, ragazzo problematico che evita la prigione dopo un tentato furto d’auto grazie all’aiuto dell’avvocato Sandy Cohen che lo prende a vivere con sè e con la sua famiglia in uno splendido quartiere dell’Orange County. L’ambientazione è fondamentale e costituisce la chiave della sua popolarità. Ci vengono mostrate sotto la lente d’ingrandimento le vite di un gruppo di giovani figli di papà che nonostante abbiano soldi, enormi ville e macchine ultimo modello hanno gli stessi problemi di qualunque adolescente se non di più. Marissa Cooper diviene la nuova icona troublemaker e nel corso delle sue tre stagioni sperimenta ogni tipo di trasgressione e comportamento scorretto, sempre tratta in salvo dal grande amore Ryan. E che dire dell’altro protagonista della serie, Seth Cohen? Il figlio di Sandy vive nella bambagia quando lo conosciamo, ama giocare tutto il giorno ai videogiochi, leggere fumetti e sicuramente non ha una gran vita sociale, figuriamoci amorosa. Ha una cotta dura a morire per la bella Summer Roberts ma senza uscire dal suo guscio non la conquisterà mai. è qui che entra in gioco Ryan, il personaggio che con il suo solo arrivo nell’Orange County rivoluzionerà completamente le vite di tutti i personaggi compreso Seth che imparerà a far sentire la sua voce facendo della sua nerdaggine un punto di forza. Josh Schwartz aggiunge anche una colonna sonora di tutto rispetto facendo conoscere esponenti del genere Indie Rock fino ad allora piuttosto sconosciuti e rende famose alcune canzoni come “Hide & Sick” di Himogen Heap e la mitica sigla d’apertura “California” cantata dal gruppo Phantom Planet. La sola prima stagione fa diventare la serie un piccolo cult al pari di telefilm generazionali quali Beverly Hills 90210 e Dawson’s Creek. Allora perchè non ha mantenuto costante il suo successo anche negli anni successivi? I motivi potrebbero essere molteplici. Forse il massimo dell’originalità di Josh e compagni si è esaurita durante il primo ciclo e il secondo è stato infarcito di troppi clichè di genere e tentativi di salvezza sbagliati (il flirt lesbo di Marissa con Alex ad esempio). Forse l’abbandono di Misha Barton (interprete di Marissa) dopo la terza stagione ha dato il definitivo colpo di grazia e i restanti componenti della serie hanno dovuto subire dei cambiamente troppo drastici per interessare ancora il pubblico orfano della bad girl per eccellenza. Fatto sta che purtroppo nel 2007 la WB ha staccato la spina a The OC e Josh si è dovuto rimboccare le maniche per creare qualcosa di nuovo…

Gossip Girl: Josh non impara mai

L’anno di chiusura di The OC coincide con l’apertura di un nuovo capitolo, anzi due. Il primo si chiama Gossip Girl. Questa volta Josh non ha creato il telefilm ma ha adattato per la TV una serie di popolari libri per ragazze dallo stesso titolo. Come in un flashback dei tempi dei ragazzi californiani, il debutto di GG sulla CW (nuovo nome della WB inglobata alla piccola UPN) ha un enorme successo di pubblico. Pare che Josh abbia creato un altro cult adolescenziale e a dirla tutta sembra che non sia stato nemmeno così difficile visto che le similitudini con il precedente lavoro sono molteplici. Dalla California ci si sposta a New York ma i protagonisti sono sempre dei ricchi ragazzi un pò viziati (ok, un bel pò); c’è ancora l’outsider alla Seth Cohen e il suo nome è Dan Humphrey, innamorato da sempre di Serena Van Der Woodsen, protagonista con qualche oscuro segreto che ricorda Marissa Cooper. La Gossip Girl del titolo è una ragazza dall’identità sconosciuta che scrive su un blog tutti i pettegolezzi più succosi sui ricchi protagonisti che frequentano una scuola d’elite di Manhattan. Chuck Bass diventa un altro personaggio di spicco delle produzioni di Schwartz, guadagnandosi il titolo di più stronzo ma anche del più affascinante della serie mentre Blair Woldorf è un’ape regina subdola ma elegantissima, degna compagna di Bass. La musica è sempre scelta molto accuratamente, è un marchio di fabbrica di Schwartz che questa volta sfodera pezzi di band leggermente più pop ma sempre fuori dal coro. Proprio come per The OC anche Gossip Girl sperimenta un calo d’interesse (e di ascolti) da parte del pubblico ma in qulche modo riesce sempre a rimanere a galla sfoderando storyline quasi da soap opera che riescono a risollevare in extremis anche la stagione più deludente. La fine arriva per tutti però e l’annata 2012-2013 sarà l’ultima, concludendo la serie con 6 stagioni, un risultato di tutto rispetto in fin dei conti.

Chuck: il vero gioiellino

Il secondo capitolo iniziato parallelamente a Gossip Girl si chiama Chuck. Josh Schwartz scrive e produce la serie per NBC insieme a Chris Fedak e immediatamente si nota una differenza rispetto ai lavori precedenti: non è un teen drama, il che porta una gran boccata d’aria al solito genere esplorato da Schwartz e ci mostra un prodotto rivolto anche a un target d’età più adulto. Rimane però un elemento fondamentale,  l’essere nerd, orgogliosamente nerd. Se Seth Cohen era stato incoronato il massimo esponente della categoria senza minacce da parte di eventuali concorrenti, Chuck Bartowsky lo spodesta in un sol colpo. Il plot della serie è il seguente: un ragazzo timido e nerd lavora in un negozio di elettronica e conduce una vita piuttosto ordinaria tutto lavoro, amici e famiglia fino a che un giorno aprendo una mail da un ex amico dei tempi del college non scarica nel suo cervello una moltitudine di informazioni top secret riguardanti complotti, criminalità organizzata e terrorismo. A questo punto iniziano nuove emozionanti avventure per Chuck e la sua vita non sarà più la stessa dopo che due agenti della CIA, la bella Sarah Walker e l’impassibile John Casey, gli spiegano che quello che ha in testa è l’Intersect e che solo lui usandolo può aiutarli a sconfiggere i cattivi. Questa semplice premessa, la bravura del cast e un mix di azione, comicità e romanticismo rendono Chuck una serie vincente e decisamente diversa da qualunque altro telefilm di spionaggio sulla piazza. Azzarderei a dire che Josh Schwartz dà il meglio di sè quando non deve gestire la vita da liceo e da college di un gruppo di adolescenti ma quando può sguazzare nel suo habitat naturale, l’essere un nerd patito di fumetti, videogiochi e film fantascentifici. La serie in America ha appena chiuso ma non è da considerarsi una sconfitta poichè la rete aveva già annunciato dopo la fine della quarta stagione che la seguente sarebbe stata l’ultima dando così tempo ai creatori di organizzare le idee. Lo stesso Schwartz sembra considerare Chuck una sorta di figlio preferito tra le sue creazioni e si è detto felice di aver portato a casa ben cinque stagioni grazie all’affetto dei fan.

What’s next?

Con la fine di Chuck e quella prossima di Gossip Girl Josh non se ne starà certo con le mani in mano infatti è già impegnato come writer nella serie Hart Of Dixie che ha come protagonista l’amica Rachel Bilson (Summer in The OC) e sta sviluppando due progetti: il primo si intitola The Carrie Diaries incentrato sull’adolescenza (si, di nuovo) della protagonista di Sex & The City e il secondo è Cult, una misteriosa serie con al centro la risoluzione di un omicidio misterioso. Quel che è certo è che sentiremo parlare di Josh ancora a lungo epossiamo solo tentare di immaginare quli idee geniali abbia in testa in questo momento…

Recap: Once Upon A Time 1×19 – The Return

Yeah!! Finalmente abbiamo scoperto tutta la backstory di Rumplestiltskin! In passato ci sono stati mostrati due episodi su di lui, uno che raccontava dello sfortunato amore per Belle e l’altro incentrato su come l’uomo diventò il Signore Oscuro riuscendo a salvare il figlioletto Baelfire dal diventare un soldato. Ma cosa è successo poi? Sappiamo che Rumple ha poi perso il figlio, ma come? Questo episodio ce lo spiega.

Mondo delle fiabe: Dopo la trasformazione in Signore Oscuro le cose per Rumplestiltskin e il figlio non sono esattamente migliorate. Certo vivono in una casa più bella, hanno una governante e sono ancora insieme però la cattiveria di Rumple cresce di giorno in giorno spaventando gli abitanti del loro villaggio. Baelfire non riesce nemmeno a farsi degli amici a causa della reputazione del padre. Il bambino è preoccupato per la situazione in corso e vorrebbe solo che le cose tornassero come prima e così fa promettere al padre che se dovesse mai riuscire a trovare un modo per rompere la maledizione (senza doverlo far fuori col pugnale) allora lui accetterebbe di tornare alla vita di un tempo. è così che Baelfire, sotto consiglio dell’unica amica che non lo rifugge, invoca l’aiuto di Reul Ghorm (la fatina buona di Cenerentola) che spiega al piccolo che purtroppo  non c’è maniera di far tornare suo padre com’era, tuttavia può mandare lui e Rumple in un mondo senza magia dove  l’uomo non sarà soggetto all’oscuro potere. Per attuare la magia la fatina dona a Baelfire un fagiolo magico che gli mostrerà la via per andare nell’altro mondo. Entusiasta per aver trovato la soluzione ai suoi problemi il ragazzino corre dal padre e gli racconta tutto ma lui è scettico e non sa bene che fare. Quando Baelfire getta il fagiolo magico nel terreno si apre un vortice luminoso e il bambino incita il padre ad entrarvi ma alla fine Rumple lascia andare il figlio che gli da del codardo. Pochi istanti dopo Rumplestiltskin rimasto solo  si pente di aver abbandonato il figlio e scava disperatamente nella terra cercando di ritrovare il passaggio ma ahimè, è ormai chiuso.

Storybrooke:  Se l’episodio si intitola “The Return” ci sarà un motivo ed è perchè Kathryn, da tutti creduta morta, è tornata a Storybrooke. Che cosa le era successo allora? Beh, dopo l’incidente d’auto dice di non ricordare nulla a parte il fatto di essere stata tenuta al buio in una cantina e di essere stata drogata. Chi ci sarà dietro a tutto questo? Emma non ha dubbi, Regina. E ha ragione: la donna, accecata dall’odio per Mary Margaret/Biancaneve ha chiesto a Mr. Gold di far accadere qualcosa di tragico a Kathryn immaginando che questi l’avrebbe uccisa ma così non è stato. Mr. Gold vive d’espedienti e occasioni fortuite e di certo non sta veramente con nessuno schieramento così fa sempre in modo di avere un asso nella manica. Il ritrovamento di Kathryn coincide anche con la caduta delle accuse di omicidio che pendevano su Mary Margaret improvvisamente ben vista da tutti (mentre prima le davano della baldracca assassina…). David, che messo davanti alle prove aveva creduto che lei fosse colpevole, torna per scusarsi ma non è abbastanza e Mary Margaret non si fida più. Nel frattempo August collabora con Henry al progetto Cobra e si infiltra nel negozio di Mr. Gold che però lo scopre subito e in seguito ricambierà la visita entrando di nascosto nell’appartamento dell’uomo. Qui vi troverà il disegno del pugnale magico simbolo del potere di Rumplestiltskin, segno che August sa la verità. Mr. Gold lo segue fino a un convento dove la suora gli spiegherà che August è in città per ricongiungersi col padre. Illuminazione: allora August non è altri che il figlio di Rumplestiltskin! Colpo di scena! Dopo averci pensato attentamente Gold lo affronta e August conferma di essere Baelfire. Per la prima volta vediamo il lato tenero e vulnerabile di Gold/Rumplestiltskin completamente allo scoperto e siamo felici per lui, ha ritrovato l’amato figlio, ma non dura a lungo. Quando Gold disseppellisce il pugnale magico August lo prende e lo punta contro di lui. Non è suo figlio, è un impostore venuto lì per far si che Gold con la sua magia lo guarisca dalla malattia che lo affligge (ed è anch’esso un personaggio del mondo delle favole). Avvicinandosi ad Emma sperava di farle credere nella magia ma gli rimane poco tempo e così ha deciso di tentare con Gold. L’uomo è furioso e gli spiega che non essendoci la magia in quel mondo non può farci nulla (e poi non l’avrebbe aiutato comunque visto come l’ha preso in giro). Tornando al caso della sparizione di Kathryn, la conclusione dell’episodio ci mostra la confessione di Sidney Glass di aver architettato il rapimento tutto da solo. Ovviamente Emma non gli crede e sa benissimo che è solo un modo per coprire Regina ma a questo punto è stanca dei suoi inganni e sa qual’è la cosa che la farà veramente soffrire: le porterà via Henry.

Finalmente capire perchè Regina ce l’ha su con Biancaneve

C’è un episodio in particolare che sapevo sarebbe arrivato nel corso della serie e lo aspettavo con ansia (più di quanto aspettassi quello di Cappuccetto Rosso): l’episodio in cui ci dicono perchè Regina ce l’ha su con Biancaneve. Ci hanno messo così tanto che ormai credevo di dover aspettare fino alla season finale ma invece l’altro ieri sera mi sono beccata il tanto sospirato episode. Bene, ecco cos’è successo:

Regina era una ragazza dolce e cara, viveva con l’adorato padre e la madre che però era esattamente come è lei adesso, cattiva e con un grande potere che non esita ad usare sulla figlia ogni qualvolta che quella le disubbidisce. In segreto Regina si vede con lo stalliere, Daniel, ne è innamorata ma mai lo confesserebbe alla madre che per lei ha aspettative più alte. Un giorno Regina salva una bambina su un cavallo imbizzarrito e chi potrà mai essere questa bimba? Biancaneve. La piccola racconta tutto a suo padre, il re e questi si presenta a casa di Regina per chiederla in moglie. Da qui parte la disperazione perchè lei non lo ama, vuole scappare con Daniel ma ancora una volta ci si mette di mezzo Biancaneve che li scopre a baciarsi. La bambina non capisce ma Regina le spiega per bene che l’amore non si controlla, quindi  non può sposare suo padre e le fa promettere di non dire nulla a sua madre perchè si infurierebbe e la ostacolerebbe. Biancaneve promette ma avvicinata dalla perfida donna si fa raggirare e le racconta tutto credendo di aiutare le due a riallacciare i rapporti. Il finale è prevedibile: la madre di Regina la scopre mentre tenta la fuga con Daniel e lo uccide strappandogli il cuore, “per il suo bene”, sè come no. Regina è distrutta ed è anche costretta a sposare il re a questo punto. Quando poi scopre che è stata Biancaneve a fare la spia i suoi piani di vendetta iniziano a prendere forma e quella ragazza allegra e spensierata che era muore per sempre lasciando il posto ad un’algida donna calcolatrice e ferita nel profondo. Solo la vendetta le darà pace o almeno un pò di giustizia.

Ora, parliamone: non è che io voglia giustificare Regina però un pò di ragione ce l’ha. Ho capito che Biancaneve era piccola ai tempi però se t’hanno detto di stare zitta tu non farti fregare, no? Probabilmente anch’io nei panni di Regina un pensierino sulla vendetta ce l’avrei fatto (e per prima cosa avrei fatto fuori la mammina che è la prima responsabile della morte di Daniel). Detto ciò mi chiedo perchè questa donna debba prendersela con chiunque incroci il suo cammino. Ho capito che i personaggi del mondo delle favole tipo il Cappellaio Matto sono dei mezzi per ottenere ciò che le serve per attuare i suoi piani di vendetta però per quale motivo dovrebbe farli soffrire come lei ha sofferto? Io al posto suo starei male  a vedere qualcun altro perdere il grande amore o un figlio quando ci sono passata per prima. E la cosa si estende anche a Storybrook (ricordate l’orribile morte di Graham? Pari pari alla morte di Daniel). Perchè lo devi fare? Prenditela solo con Biancaneve e il Principe Allocco, no? Le stesse perplessità le ho su Rumplestiltskin ma prima di manifestarle del tutto aspetto il prossimo episodio che sarà tutto su di lui (yeah!)

Glee 3×19 – Prom-asaurus

è tempo di prom alla McKinley High, l’ultima chance per ballare e divertirsi con tutti i compagni di scuola per alcuni degi studenti ormai prossimi al diploma. Non è buffo che proprio mentre la fine di questo primo ciclo di Glee si avvicina gli episodi migliorino? Proprio ora? Beh, in fondo meglio tardi che mai.

Ci eravamo lasciati con il fiasco di Rachel all’audizione per la NYADA e in molti si saranno chiesti come avrà reagito la ragazza di fronte all’infrangersi di un sogno che coltivava fin da piccola. Beh, la delusione è ancora lì ma c’è bisogno di guardare al lato positivo:  c’è ancora un bel vestito da indossare e Finn con cui ballare. Il tema del ballo? I dinosauri. Chi potrà averci mai pensato? Brittany, ovvio, con risultati sorprendentemente soddisfacenti. Tra le candidate al ruolo di reginetta concorrono Santana e Quinn, quest’ultima determinata più che mai a vincere mentre tra i candidati al ruolo di re troviamo Finn che però non è molto interessato a conquistare il titolo senza Rachel al suo fianco. Infatti la ragazza non è stata nominata e insieme a Puck, Becky (anche lei indignata per la mancata nomination), Kurt e Blaine (bandito da Brittany poichè nella preistoria non esisteva il gel per capelli di cui lui abusa) organizza un anti-prom. Le cose si complicano quando Finn scopre che Quinn usa la sua disabilità per ottenere voti quando in realtà riesce di nuovo a camminare grazie alla fiseoterapia. Nonostante la buona volontà comunque l’anti-prom si rivela una noia e alla fine, uno dopo l’altro, gli invitati se ne andranno al vero ballo al quale Rachel parteciperà con un vestito STUPENDO, accompagnata da Finn of course. Non finisce qui però perchè Quinn e Santana, incaricate di contare i voti scoprono che la vincitrice del titolo di reginetta è Quinn ma decidono di truccare i risultati; Quinn ha avuto ciò che desiderava, sa che cosa si prova a essere la prescelta e quindi non ha problemi a cedere la corona a Rachel che dopo aver passato un periodaccio se la merita proprio. Inoltre una volta salita sul palco, sulle note di “Take my breath away” la Fabray troverà il coraggio di alzarsi dalla sedia a rotelle prendendosi l’applauso di tutti: ecco, quello è il suo momento, che importa della corona? C’è una rivincita anche per Becky visto che Puck la incoronerà regina dell’anti-prom e ballerà con lei  in veste di suo re. In tutto questo clima di festeggiamenti  però si fa largo la malinconia e la consapevolezza che è il loro ultimo prom, l’ultimo anno tutti insieme prima del college. Ho detto che verso la fine Glee sta migliorando e l’ho detto per un motivo: anche se gira che ti rigira gli argomenti sono quelli affrontati da ogni teen drama, Glee prova con tutte le sue forze a trattare quegli argomenti come se volesse dare un messaggio ben preciso ai ragazzi che lo guardano, come se volesse veramente aiutarli. E prende in considerazione veramente tante problematiche; quale college dovrei scegliere? Riuscirò a capire cosa fare della mia vita dopo la scuola? Le amicizie che abbiamo stretto e gli amori che sono nati resisteranno alla distanza? Il tentativo di fare sentire ai ragazzi che affrontano davvero tutto questo alla fine del liceo che non sono soli e che una soluzione si trova è davvero apprezzabile.