Addio Cory Monteith

Odio le droghe. Sempre odiate e sempre le odierò, per questo non hanno mai toccato le mie labbra o le mie vene. Le droghe sono delle subdole amiche che ti pugnalano alla schiena quando meno te lo aspetti, ti fanno sentire come se con loro i tuoi problemi spariscano ma non è così. La droga ti porterà più in basso, sempre più giù ed è vero che una volta toccato il fondo si può solo risalire ma bisogna accorgersi di stare affondando, bisogna rendersi conto di avere bisogno di ossigeno. Il mio disgusto verso le droghe è cresciuto ancora quando questa mattina ho trovato per caso una notizia sconvolgente: Cory Monteith è stato trovato morto nella sua stanza d’albergo a Vancouver. Non potevo crederci e ancora adesso quando ci penso non mi sembra possibile. La prima cosa che ho pensato è stata “No, non può essere vero perché era andato in riabilitazione, stava meglio” e volevo veramente credere che fosse uno scherzo di pessimo gusto. Ma no, Cory se n’è andato, dicono che sia stata un’overdose ma deve essere ancora confermato. Quello che so è che è terribilmente ingiusto e inspiegabile. Cory Monteith aveva solo 31 anni, era ancora giovane, aveva talento sia nella recitazione sia nel canto, a detta di tutti non era un divo ma un ragazzo coi piedi per terra, sapeva di avere un problema e ha cercato subito aiuto senza nascondere niente. Ha sempre ammesso del suo passato con le droghe e ricordo bene un’intervista in cui ne parlava e avvisava i ragazzi che solo perché alla fine lui ne era uscito ed era diventato famoso non voleva dire che si trattava di una favola a lieto fine, lui aveva pur sempre causato dolore e preoccupazione alla sua famiglia e questo non si dimentica. Ne era fuori ma poi cos’è successo? Cosa spinge una persona che ha presumibilmente una vita appagante a comprare di nuovo della droga e farsi ancora? Non riesco a capire. Non sono mai stata una super fan di Cory Monteith ma quando ho iniziato a scrivere su questo blog le mie recensioni di Glee ho cominciato a vedere il suo personaggio sotto una luce diversa. Ricordo un paio di storyline legate a Finn Hudson che mi hanno toccata in particolare e mi hanno fatta sentire meno sola nei miei problemi. Poi verso la fine della stagione 4 sono praticamente diventata una Finchel shipper. Che ne sarà di Glee adesso? Non vorrei mai essere nei panni degli autori nel gestire questa improvvisa assenza. Ma più di tutto ovviamente penso alla famiglia di Cory, agli amici e a Lea Michele. Posso solo immaginare quanto sia profondo il suo dolore in questo momento, quanto sarà difficile per lei tornare sul set o anche solo andare agli eventi senza di lui, con i giornalisti che le puntano il microfono e le fanno domande sul suo amore che non c’è più. Ho sentito che dovevano sposarsi, non ne avevo idea. Che domenica triste è stata. 

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Review: True Blood 6×01 – “Who Are You, Really?”

Complice il fatto che mi sono presa una vacanzina e sono stata completamente estraniata dalla TV arrivo solo ora a recensire la 6×01 di True Blood che in Italia inizia per la prima volta quasi in contemporanea con gli Stati Uniti. Si sa, per noi telefili (e amanti dei vampiri) True Blood fa estate tanto quanto un bel ghiacciolo al limone e quindi per una volta è bello poterselo vedere in tempi ragionevoli e non a novembre o più in là (senza ricorrere allo streaming). Avevo fatto un solo post su questa serie in passato se non sbaglio e praticamente era tutta una lamentela. Ricordo che la quarta stagione mi aveva delusa moooolto e incrociavo le dita per una quinta migliore ma…la situazione non è cambiata poi molto. Quindi dopo la morte di tutte le comparse/guest star dell’anno scorso tra cui la nostra Valentina Cervi  e le solite scene di sesso a go go che cosa ci aspetta nella stagione 6? Forse, e potrebbe centrare la dipartita di Alan Ball, un pò di speranza per storie più avvincenti.

Una delle ragioni per cui le precedenti due stagioni hanno fatto tanto pena (sempre a mia modestissima opinione) è che i personaggi sono stati divisi e lasciati a sè stessi in nuove storyline, tra nuovi personaggi di cui spesso non ce ne poteva fregar di meno. Sookie con le fate, Jason un pò con la mutaforma del bosco e un pò con chi capita, Bill e Eric con l’Autorità, Alcide tra i lupi, Sam a incasinarsi la vita anch’esso con una lupa, eccetere eccetera. Ma dove sono finiti i bei tempi in cui Sookie lavorava al Merlotte ed era contesa tra tutti gli uomini che ci mettevano piede? Dov’è la Tara che nonostante i suoi problemi è pur sempre la sua migliore amica? L’Eric ammiccante e il Bill geloso e passionale? E già che ci siamo perché ora Alcide ha praticamente una parte di show tutta sua? Questo mi ha fatta arrabbiare ma soprattutto annoiare fino all’anno scorso, il mancato interagire tra i personaggi. Può essere che gli autori se ne siano accorti e che per questo Sookie durante la 6×01 fa un gran sospirone e si rende conto di in che stato è la sua vita; non è più la ragazza innocente della prima stagione, con una vita ordinaria e tranquilla e vorrebbe tornare ad esserlo. Ma io dico, è possibile tornare indietro? Secondo me anche volendo, proprio no. Riportare qualche elemento del True Blood di una volta si, ma nulla di più.

Un buon modo per portare a casa una stagione 6 avvincente può essere che l’abbiano trovato però; Bill era morto ma poi si era reincarnato in un essere ricoperto di sangue che è una combinazione tra lui e Lillith il che ci regala un nuovo potenziale cattivo. è sempre una mossa interessante quando si prende uno dei buoni (anche se proprio “buono” Bill non lo è mai stato) e gli si dà un tocco dark e qui il seguito è tutto da scoprire. Nemmeno Billith sa bene chi o che cos’è e ne è così confuso da rivolgersi alla persona a lui più vicina ossia Jessica che dopo l’iniziale timore gli resta vicino. La creazione di questa minaccia ha riportato brevemente i personaggi tutti insieme il che mi è piaciuto molto ma poi Sookie revoca l’invito a entrare in casa sua a Eric e gli altri se ne ritornano alle proprie grane. Jason accetta un passaggio da uno strano tizio che potrebbe o non potrebbe essere il misterioso Warlow che ha distrutto la sua famiglia, Tara consola Pam gelosa del rapporto tra Eric e Nora ma finiscono col litigare, Andy Bellefleur vede le sue figliole crescere letteralmente in una notte, Luna muore lasciando la figlia alle cure di Sam (buona fortuna) e Alcide continua la sua storyline indipendente diventando capobranco e regalandoci la prima scena sexy della stagione.

In tutto questo mi ha intrigata la presenza del nuovo Governatore della Louisiana, Truman Burrell, che come ogni politico che si rispetti ha una bella doppia faccia. In tv predica la necessità di difendersi dai vampiri dato che a causa della distruzione delle fabbriche di True Blood i succhiasangue si nutrono direttamente alla fonte, stabilisce un coprifuoco e impone la chiusura delle loro attività commerciali. In privato invece offre uno stabilimento abbandonato come nuova fabbrica di True Blood così da guadagnarci in segreto. Si conclude con il solito colpo di scena, Billith si ritrova davanti delle tipe insanguinate che invocano il suo nome e si fondono con lui mentre Sookie riceverà probabilmente una visita fatata molto presto. Riuscirà il nuovo showrunner a risollevare le sorti della serie? Lo spero davvero perché True Blood una volta era una serie che ti lasciava a bocca aperta e ti faceva desiderare che gli episodi fossero ancora più lunghi (cioè durano già un’ora praticamente!) quindi abbasso alla noia e alla prossima.