Spotlight: Josh Schwartz

Può un nerd appassionato di musica indie che non ha nemmeno finito l’università riuscire a diventare uno degli screenwriter e show runner più di successo d’America? Può e l’ha fatto. In questo primo spazio Spotlight parliamo di Josh Schwartz, l’uomo che ha fatto diventare fighi i Nerd.

Josh Schwartz è un ragazzo con i piedi per terra, uno di noi. Cresce con dei genitori che lavorano per la Hasbro e sogna da sempre di diventare uno scrittore per la TV. Ha le idee così chiare che nel 1995 si iscrive al corso cinematografico della University of  Southern California. L’esperienza gli regala allo stesso tempo la prima soddisfazione e la prima delusione. Infatti al suo secondo anno di college crea uno script come compito assegnatoli in classe e tanto per fare decide di spedirlo a un concorso di Screenwriting. Sorprendentemente Josh vince, una bella somma di denaro tra l’altro, ma la bastonata gli arriva il giorno dopo con una telefonata: i partecipanti potevano essere solo gli iscritti al terzo anno e lui è solo al secondo. In ogni caso Josh non si perde d’animo e cerca di vendere altri suoi copioni a produttori e reti televisive ma nonostante l’iniziale interesse i suoi progetti vengono sempre bocciati. A questo punto Josh è stanco non solo dei rifiuti ma anche dell’università così lascia.

The OC: la svolta

Una cosa è certa, Josh non si arrende mai ed è anche pieno di creatività. Nel 2003 scrive un pilot per la TV dal titolo The OC. Lo propone alla rete dal target giovanile The WB e finalmente arriva una conferma. Lo show viene prodotto e realizzato e in men che non si dica diventa un successo tra gli adolescenti. La storia ruota intorno a Ryan Atwood, ragazzo problematico che evita la prigione dopo un tentato furto d’auto grazie all’aiuto dell’avvocato Sandy Cohen che lo prende a vivere con sè e con la sua famiglia in uno splendido quartiere dell’Orange County. L’ambientazione è fondamentale e costituisce la chiave della sua popolarità. Ci vengono mostrate sotto la lente d’ingrandimento le vite di un gruppo di giovani figli di papà che nonostante abbiano soldi, enormi ville e macchine ultimo modello hanno gli stessi problemi di qualunque adolescente se non di più. Marissa Cooper diviene la nuova icona troublemaker e nel corso delle sue tre stagioni sperimenta ogni tipo di trasgressione e comportamento scorretto, sempre tratta in salvo dal grande amore Ryan. E che dire dell’altro protagonista della serie, Seth Cohen? Il figlio di Sandy vive nella bambagia quando lo conosciamo, ama giocare tutto il giorno ai videogiochi, leggere fumetti e sicuramente non ha una gran vita sociale, figuriamoci amorosa. Ha una cotta dura a morire per la bella Summer Roberts ma senza uscire dal suo guscio non la conquisterà mai. è qui che entra in gioco Ryan, il personaggio che con il suo solo arrivo nell’Orange County rivoluzionerà completamente le vite di tutti i personaggi compreso Seth che imparerà a far sentire la sua voce facendo della sua nerdaggine un punto di forza. Josh Schwartz aggiunge anche una colonna sonora di tutto rispetto facendo conoscere esponenti del genere Indie Rock fino ad allora piuttosto sconosciuti e rende famose alcune canzoni come “Hide & Sick” di Himogen Heap e la mitica sigla d’apertura “California” cantata dal gruppo Phantom Planet. La sola prima stagione fa diventare la serie un piccolo cult al pari di telefilm generazionali quali Beverly Hills 90210 e Dawson’s Creek. Allora perchè non ha mantenuto costante il suo successo anche negli anni successivi? I motivi potrebbero essere molteplici. Forse il massimo dell’originalità di Josh e compagni si è esaurita durante il primo ciclo e il secondo è stato infarcito di troppi clichè di genere e tentativi di salvezza sbagliati (il flirt lesbo di Marissa con Alex ad esempio). Forse l’abbandono di Misha Barton (interprete di Marissa) dopo la terza stagione ha dato il definitivo colpo di grazia e i restanti componenti della serie hanno dovuto subire dei cambiamente troppo drastici per interessare ancora il pubblico orfano della bad girl per eccellenza. Fatto sta che purtroppo nel 2007 la WB ha staccato la spina a The OC e Josh si è dovuto rimboccare le maniche per creare qualcosa di nuovo…

Gossip Girl: Josh non impara mai

L’anno di chiusura di The OC coincide con l’apertura di un nuovo capitolo, anzi due. Il primo si chiama Gossip Girl. Questa volta Josh non ha creato il telefilm ma ha adattato per la TV una serie di popolari libri per ragazze dallo stesso titolo. Come in un flashback dei tempi dei ragazzi californiani, il debutto di GG sulla CW (nuovo nome della WB inglobata alla piccola UPN) ha un enorme successo di pubblico. Pare che Josh abbia creato un altro cult adolescenziale e a dirla tutta sembra che non sia stato nemmeno così difficile visto che le similitudini con il precedente lavoro sono molteplici. Dalla California ci si sposta a New York ma i protagonisti sono sempre dei ricchi ragazzi un pò viziati (ok, un bel pò); c’è ancora l’outsider alla Seth Cohen e il suo nome è Dan Humphrey, innamorato da sempre di Serena Van Der Woodsen, protagonista con qualche oscuro segreto che ricorda Marissa Cooper. La Gossip Girl del titolo è una ragazza dall’identità sconosciuta che scrive su un blog tutti i pettegolezzi più succosi sui ricchi protagonisti che frequentano una scuola d’elite di Manhattan. Chuck Bass diventa un altro personaggio di spicco delle produzioni di Schwartz, guadagnandosi il titolo di più stronzo ma anche del più affascinante della serie mentre Blair Woldorf è un’ape regina subdola ma elegantissima, degna compagna di Bass. La musica è sempre scelta molto accuratamente, è un marchio di fabbrica di Schwartz che questa volta sfodera pezzi di band leggermente più pop ma sempre fuori dal coro. Proprio come per The OC anche Gossip Girl sperimenta un calo d’interesse (e di ascolti) da parte del pubblico ma in qulche modo riesce sempre a rimanere a galla sfoderando storyline quasi da soap opera che riescono a risollevare in extremis anche la stagione più deludente. La fine arriva per tutti però e l’annata 2012-2013 sarà l’ultima, concludendo la serie con 6 stagioni, un risultato di tutto rispetto in fin dei conti.

Chuck: il vero gioiellino

Il secondo capitolo iniziato parallelamente a Gossip Girl si chiama Chuck. Josh Schwartz scrive e produce la serie per NBC insieme a Chris Fedak e immediatamente si nota una differenza rispetto ai lavori precedenti: non è un teen drama, il che porta una gran boccata d’aria al solito genere esplorato da Schwartz e ci mostra un prodotto rivolto anche a un target d’età più adulto. Rimane però un elemento fondamentale,  l’essere nerd, orgogliosamente nerd. Se Seth Cohen era stato incoronato il massimo esponente della categoria senza minacce da parte di eventuali concorrenti, Chuck Bartowsky lo spodesta in un sol colpo. Il plot della serie è il seguente: un ragazzo timido e nerd lavora in un negozio di elettronica e conduce una vita piuttosto ordinaria tutto lavoro, amici e famiglia fino a che un giorno aprendo una mail da un ex amico dei tempi del college non scarica nel suo cervello una moltitudine di informazioni top secret riguardanti complotti, criminalità organizzata e terrorismo. A questo punto iniziano nuove emozionanti avventure per Chuck e la sua vita non sarà più la stessa dopo che due agenti della CIA, la bella Sarah Walker e l’impassibile John Casey, gli spiegano che quello che ha in testa è l’Intersect e che solo lui usandolo può aiutarli a sconfiggere i cattivi. Questa semplice premessa, la bravura del cast e un mix di azione, comicità e romanticismo rendono Chuck una serie vincente e decisamente diversa da qualunque altro telefilm di spionaggio sulla piazza. Azzarderei a dire che Josh Schwartz dà il meglio di sè quando non deve gestire la vita da liceo e da college di un gruppo di adolescenti ma quando può sguazzare nel suo habitat naturale, l’essere un nerd patito di fumetti, videogiochi e film fantascentifici. La serie in America ha appena chiuso ma non è da considerarsi una sconfitta poichè la rete aveva già annunciato dopo la fine della quarta stagione che la seguente sarebbe stata l’ultima dando così tempo ai creatori di organizzare le idee. Lo stesso Schwartz sembra considerare Chuck una sorta di figlio preferito tra le sue creazioni e si è detto felice di aver portato a casa ben cinque stagioni grazie all’affetto dei fan.

What’s next?

Con la fine di Chuck e quella prossima di Gossip Girl Josh non se ne starà certo con le mani in mano infatti è già impegnato come writer nella serie Hart Of Dixie che ha come protagonista l’amica Rachel Bilson (Summer in The OC) e sta sviluppando due progetti: il primo si intitola The Carrie Diaries incentrato sull’adolescenza (si, di nuovo) della protagonista di Sex & The City e il secondo è Cult, una misteriosa serie con al centro la risoluzione di un omicidio misterioso. Quel che è certo è che sentiremo parlare di Josh ancora a lungo epossiamo solo tentare di immaginare quli idee geniali abbia in testa in questo momento…

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