Review: The Walking Dead 4×02 – “Infected”

Si scatena l’inferno nel secondo episodio della quarta stagione di The Walking Dead dopo che un Patrick zombificato si alza e va a farsi una scorpacciata di carne umana creando una manciata di nuovi morti viventi. Ho trovato l’episodio non particolarmente sconvolgente se non per il forte impatto visivo causato dai molti walkers, disgustosi e completi di budella che fuoriescono dalla pancia squarciata. Davvero una cosa vomitevole, ma complimenti ai signori del trucco, non per niente vincono premi e possono benissimo competere con i colleghi del cinema. A parte ciò in “Infected” scopriamo qualcosina di più su questa misteriosa malattia che minaccia i sopravvissuti della prigione.  è un virus umano che si trasmette velocemente in ambienti ristretti (tipo la prigione appunto) e che può essere portato dagli animali (vedi i maiali che allevano). Per sfortuna di Tyreese la sua nuova fiamma Karen si prende la malattia e nel giro di poche ore muore. Mi è dispiaciuto molto per lui, soprattutto per il modo in cui ha trovato il suo corpo carbonizzato, seguendo la scia del suo sangue per terra 😦 Nel frattempo la morte per morso di zombie di uno degli ex- woodburiani lascia a Carol in eredità le due figlie dell’uomo, ragazzine che dovrà crescere ed aiutare a diventare forti. Spero che non ci si affezioni troppo e che non muoiano anche loro troppo presto per evitare un effetto Sophia 2. A proposito di bambini, scopriamo un lato inedito di Michonne che lasciata da sola con la piccola Judith non riesce a trattenere le lacrime stringendola a sè. Beth vede tutto ma non si intromette perché sa che la donna non vorrebbe mai farsi vedere vulnerabile, nonostante in realtà abbia già aperto la porta al gruppo proprio come Andrea le aveva raccomandato prima di morire. Intuiamo quindi che forse nel passato di Michonne ci fosse un figlio e che la sua perdita l’abbia parecchio indurita.

Un’altra cosa che ho trovato interessante è stata la spiegazione di come è stato gestito il problema Carl. Ricordate come nel finale della stagione 3 avesse ucciso un ragazzo di Woodbury perché aveva esitato ad abbassare la sua arma? Era stato un eye-opener per Rick che si era reso conto di quanto la sua assenza avesse fatto male al figlio, ormai trattato alla stregua di un adulto anche se adulto ancora non è. Va bene insegnargli a difendersi ma uccidere una persona a sangue freddo è un’altra cosa. Ora scopriamo che Rick ha tolto la pistola a Carl (per la serie “sei stato cattivo! niente tv per un mese!”) ma che visti i recenti avvenimenti alla prigione è il momento di riconsegnargliela sperando che abbia capito la lezione. Speriamo. Per quanto riguarda gli altri, Daryl rimane il figo che è sempre stato e per ora non mostra segni di contagio (e vorrei vedere!) mentre Maggie e Glenn vivono sulla torre di controllo come una vera coppia di neosposi ma ora forse manterranno le distanza poichè Glenn è stato nella prigione durante l’attacco e potrebbe aver preso la malattia. Anche qui speriamo proprio di no, vorrei spezzare la catena di gente innamorata che finisce morta..!

Review: The Walking Dead 4×01 – “30 days without an accident” (premiere)

La lunga attesa è finita e The Walking Dead è tornato con la quarta stagione. Ci eravamo lasciati con la ritirata del Governatore e con la prospettiva di una convivenza tra ex cittadini di Woodbury e il gruppo di Rick. L’inizio dell’episodio ci mostra uno scenario ai limiti dell’idilliaco; Rick si occupa dell’orto e degli animali, sembra tutto assolutamente normale e ordinario, solo gli zombie che si sbracciano da dietro la recinzione rovinano la scena ma non l’umore di Rick che sceglie di ignorarli completamente. Dopo lungo combattere e soffrire finalmente il gruppo è diventato una comunità dove si cerca di condurre per l’appunto una vita il più normale possibile. Carol si occupa di fare scuola ai bambini (ma sottobanco insegna loro come usare i coltelli), fioriscono nuovi legami (Beth e Zach, Tyreese e Karen) mentre Maggie e Glenn temono una gravidanza. Sinceramente quando ho visto Maggie nella sua prima scena e ho notato che la riprendevano solo a mezzo busto mi sono preoccupata non poco.

Sarà mica Lori 2.0? E invece era un bello scherzone, più in là nell’episodio la ragazza dice a Glenn di non essere incinta (fiuuu!) ma che se lo fosse stata non avrebbero dovuto esserne scontenti. Anche dopo i precedenti, per loro c’è ancora una possibilità di crearsi una famiglia alla prigione perchè non è la paura quello che li ha fatti arrivare fino a quel punto ma il continuare a sperare. Nel frattempo anche per Rick c’è una lezione quando cacciando nel bosco incontra una donna, Clara, affamata e bisognosa di aiuto per sè e per il marito. Rick considera di aiutarla ma quando arrivano dal marito si scopre che quest’ultimo è uno zombie. Clara voleva tenerlo “in vita” per non restare completamente sola e alla fine sceglierà di uccidersi e diventare anch’essa una walker. Clara aveva abbandonato la speranza, non la vedeva più, e Rick capisce che se non fosse tornato in sè dopo la morte di Lori la stessa sorte sarebbe potuta toccare anche a lui. La scena più schifosa/spettacolare dell’episodio è quella della spediazione di Tyreese, Michonne, Zach, Daryl, Sasha e Bob al supermarcato dove a un certo punto il fragile soffitto inizia a sfasciarsi e il gruppetto si vede praticamente cadere in testa degli zombie affamati. Qui perdiamo il giovane Zach purtroppo (mi stava simpatico) e più tardi Daryl sarà costretto a dare la notizia a Beth. Qui possiamo vedere che c’è stata una grande rivoluzione nel personaggio della giovane Greene. Ne ha fatta di strada da quando avrebbe preferito suicidarsi piuttosto che continuare a vivere in un mondo così terribile; non piange per la scomparsa di Zach, è contenta di averlo conosciuto. Ecco quindi che dopo 30 giorni senza un incidente il conto riparte da 0. E non finisce qui. Il colpo di scena finale introduce il nuovo grande nemico della stagione 4: l’infezione. Vediamo il giovane Patrick morire tra colpi di tosse e sanguinamento e infine trasformarsi in zombie. O___O Si aprono molte domande davanti a noi come ad esempio, da dove viene l’infezione? Forse dai maiali visto che uno muore inspiegabilmente? E Patrick avrà già infettato l’acqua tossendoci dentro? E soprattutto visto che ha stretto la mano a Daryl non avrà contagiato pure lui, vero??? Io amo Daryl e non sono l’unica #ammutinamento!

Review: The Walking Dead 3×16 (Season Finale) – “Welcome To The Tombs”

Uccidi o muori, oppure muori e dopo uccidi. Questo il motto del Governatore all’inizo del tanto atteso season finale andato in onda domenica sera negli USA guadagnando ascolti record, ben 12.4 milioni di telespettatori (e mentre su HBO partiva la terza stagione di Game Of Thrones, mica male). Dopo tanto parlare della battaglia decisiva forse ci si aspettava qualcosa di più sensazionale, più morti importanti, mentre invece gli autori hanno fatto una bella virata sorprendendoci e dando un sapore diverso agli ultimi minuti di questa stagione 3. Come al solito aspettare fino ad ottobre non sarà proprio piacevole.

Lo scorso episodio ci aveva lasciati all’oscuro delle sorti della povera Andrea, riacciuffata dal Governatore proprio alla soglia della prigione. Ovviamente sapevamo che per lei, legata alla sedia delle torture non si profilava nulla di buono ma non è l’unica a trovarsi in guai grossi. L’episodio si apre proprio con la punizione inferta dal Governatore a Milton in seguito ad aver bruciato gli zombie destinati all’attacco del penitenziario. L’ex fidato ricercatore tenta di placare l’ira dell’uomo chiedendogli cosa penserebbe sua figlia nel vederlo comportarsi così. Potrebbe essere un buon modo per fare breccia nella mente contorta del Governatore ma al contrario questi risponde che se fosse stato così sin dall’inizio la figlia sarebbe ancora viva. Insomma come detto sopra, uccidi o muori o nel caso dello sfortunato Milton, prima muori e dopo uccidi perchè una serie di pugnalate nello stomaco lo lasciano agonizzante nella stanza di Andrea che si dovrà quindi difendere da lui una volta morto e trasformato in walker. Da qui parte la luuunga scena della morte di Milton + il recupero delle pinze che ha lasciato ad Andrea per potersi liberare. Ma ci torneremo più tardi. Sistemata anche questa faccenda il Governatore si avvia con il suo seguito di Woodburiani alla prigione ma non ci trova nessuno dentro. Sorpresona, si sono nascosti per contrattaccare meglio e riescono con successo a scacciare il nemico. Ecco il punto di rottura dell’episodio; prima di tutto Carl. Come ho già avuto modo di sottolineare in precedenza il ragazzino ha subito una trasformazione notevole dopo la morte di Lori e mi era sembrato un pò troppo brusco mettergli un’arma in mano e fargli fare esattamente quello che fanno i grandi tutto all’improvviso. Cioè quanti anni ha ormai, 11-12? Ancora troppo pochi secondo me.

In preparazione all’arrivo del nemico Rick sembra ricordarsi del fatto che suo figlio è pur sempre un bambino e decide giustamente di metterlo in disparte insieme agli altri elementi deboli del gruppo. Ciò non impedisce che accada qualcosa di irreparabile. Durante la fuga un ragazzo di Woodbury si imbatte nel gruppetto ai margini e Carl e Herschel gli intimano di mettere giù il fucile. Il tipo esita un pò troppo e Carl gli spara a sangue freddo lasciando Herschel e anche noi allibiti. Già in “Clear” c’era stato un campanello di allarme quando Carl aveva sparato a Morgan spiegando poi che aveva dovuto farlo. Quando Rick viene a sapere dell’accaduto cerca di spiegare a Carl che non va bene ma è tutto inutile, crescere in mezzo a tutta quella violenza e a tutti quei pericoli ha offuscato la sua distinzione tra giusto e sbagliato; uccidere è sempre giustificato se è per difendere il gruppo, non si può rischiare. A suo tempo Carl non uccise lo zombie che poi finì per azzannare Dale e se Rick non avesse lasciato andare Andrew allora Lori sarebbe ancora viva. Insomma la situazione è preoccupante e l’anno prossimo Rick avrà tra le mani una bella gatta da pelare. L’altro point break sta nel post-sconfitta del Governatore. La gente inizia a non ascoltarlo più e lui perde la brocca sparando a tutti tranne che al fedele Martinez e a un altro. il Governatore commette un errore però, una tipa è rimasta viva. Come mai non le ha sparato in testa per impedire che si trasformasse come ha fatto con tutti gli altri? è sempre stato un comune atto di cortesia a Woodbury e allora perché lasciarla lì? Una specie di resa inconscia? Non lo sappiamo, ma quel che è certo è che questa svista fa crollare definitivamente il suo impero. Rick, Daryl e Michonne raccattano la sopravvissuta ad entrano a Woodbury dove ritrovano Andrea, liberatasi dalla sedia troppo tardi e con un bel morso da parte di Milton-zombie. Dalle sue ultime parole apprendiamo i motivi delle sue azioni nel corso di questa stagione. twd316-002712Semplicemente non voleva che nessuno morisse,  ecco perché non ha ucciso il Governatore quando ne aveva avuto l’occasione, era convinta fino all’ultimo di poter salvare tutti, persino lui, con la diplomazia ma niente da fare. L’inevitabile morte di Andrea lascia tutti addolarati specialmente l’amica Michonne che vediamo per la prima volta al massimo della sua vulnerabilità mentre promette di rimanere con lei fino alla fine. A questo punto la scoperta da parte di tutta Woodbury della vera natura del loro leader li spinge a trasferirsi tutti allegramente alla prigione, compreso quel fico di Tyreese e sua sorella. Tutto è bene quel che finisce bene? Beh, più o meno si. Ci erano state annunciate ben 27 morti e alla fine nessuno del gruppo della prigione è deceduto, la loro casa è stata difesa e preservata e per ora hanno ottenuto una grande vittoria sul temibile Governatore che ha battuto la ritirata con due soli uomini e tornerà a Woodbury per trovarla desolata. Tuttavia non è morto quindi ci aspettiamo di rivederlo molto presto nella season 4 con nuovi assi nella manica. Anche Rick ha completato la sua guarigione spirituale, il fantasma di Lori lo ha abbandonato e ora gli converrà occuparsi dei vivi (preghiamo che ci sia uno psichiatra per Carl tra quei profughi di Woodbury!). Un finale che porta speranza quindi, qualcosa che era sempre stato molto difficile trovare e conservare nel corso della serie. Certo, non è stata la solita chiusura con il mega cliffhanger che ti fa spasimare fino a ottobre ma non per questo si può considerare un finale deludente. Anche questa stagione è finita, non ci resta che vivere di spoiler fino alla prossima.

Review: The Walking Dead 3×15 – “This Sorrowful Life”

Penultimo episodio di The Walking Dead di quest’anno. Erano state promesse altre morti nella seconda metà di stagione e pare che queste si concentrino tutte nelle ultime due settimane. Nella 3×15 abbiamo assistito alla prima.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, mai detto era stato più vero per il leader della prigione Rick, che nello scorso episodio ha iniziato a considerare seriamente di accettare l’accordo con il Governatore. Ma è veramente il tipo d’uomo che per salvarsi la pelle e quella dei suoi compagni darà in pasto Michonne a quel pazzo del Governatore? No, in effetti non lo è e finisce col tirarsi indietro ma solo dopo aver messo al corrente della proposta anche Daryl e Merle. Quest’ultimo capisce al volo che Rick non ha il fegato di andare fino in fondo e così decide di pensarci lui. è sempre stato l’uomo da cui andare per fare il lavoro sporco quindi una volta in più non farà la differenza. Ma la sua motivazione in questo caso è più complessa e ci permette di dare un’occhiata più da vicino a questo scontroso personaggio; se Merle consegnerà Michonne al Governatore portando quindi a termine ciò che Rick non è in grado di fare da solo, concluderà la faida tra i due gruppi e di conseguenza quello della prigione inizierà ad accettarlo e non a trattarlo come un diavolo o un delinquente. Un esempio di questo comportamento ostile nei suoi confronti proviene da Glenn che, come sappiamo bene, ce l’ha a morte con lui non tanto per averlo picchiato ma perché ha lasciato Maggie nella mani del Governatore e come è andata ce lo ricordiamo tutti. Così Merle tramortisce la ragazza con la katana e se la porta via verso lo spaccio dove si sono dati l’appuntamento con il Governatore. Lungo la strada però Michonne riesce a fare breccia nella corazza dell’uomo facendoci capire che non è il bastardo che potrebbe sembrare. Anche Merle ha una coscienza, ha tenuto il conto degli uomini che ha ucciso da quando è iniziata l’invasione degli zombie e non vorrebbe fare ammazzare Michonne, lo fa solo per il fratello più che per il gruppo. Ecco tracciate una differenza e una somiglianza tra Daryl e Merle; il fratello minore serve Rick con rispetto e lealtà senza essere un lacchè come invece lo era il maggiore alle dipendenze del Governatore. D’altra parte Daryl è dotato di una sensibilità speciale che non è assente neanche in Merle che soffre perché sente di non poter essere come il fratello lo vorrebbe e che quindi non riuscirà mai comunque a integrarsi nel gruppo come lui. Per questo non può tornare indietro, è troppo tardi per lui, ma non per Michonne che decide di lasciare andare. è qui che inizia il vero riscatto di Merle.

L’uomo organizza una trappola nel luogo dell’incontro e si lancia in un ultimo disperato tentativo di far fuori una volta per tutte il Governatore ma fallisce e sarà proprio lui a ucciderlo. Nell’attimo in cui il Governatore ha premuto il grilletto ho subito iniziato a temere per la reazione di Daryl che era partito a cercarlo; la scena è di grande impatto emotivo poichè quando Daryl si trova davanti Merle tramutato in morto vivente impegnato a cibarsi di un cadavere, non può trattenersi dal piangere in preda alla disperazione che diventa rabbia nel momento dell’uccisione definitiva. Merle non ha colto l’occasione di far parte del gruppo, ha abbandonato Daryl per sempre questa volta. Ma l’episodio non si sofferma solo sul rapporto tra i fratelli Dixon e sulla dipartita del maggiore perché c’è anche spazio per Rick e per il migliore dei suoi discorsi. L’uomo capisce di aver sbagliato a nascondere al gruppo la verità, non lo farà mai più perché lui non è il loro Governatore, non decide per tutti in maniera insindacabile; la situazione ora è molto diversa dall’anno scorso quando la scelta dopo la fuga dalla fattoria era “o mi seguite o vi arrangiate” ossia quando Rick si era imposto come leader, adesso si prendono decisioni insieme e non si sacrificherà nessuno per il bene superiore. Quel bene superiore è rappresentato dalla salvezza di ognuno di loro, quindi anche di Michonne che diventa a tutti gli effetti una loro alleata. Tutta la scena è molto importante per segnare la profonda differenza tra la megalomania del Governatore e la diplomazia di un Rick che, suppur ancora in fase di ripresa dopo la perdita di Lori, si fa forza e non dà ordini a nessuno. è una rinascita per lui che nelle stagioni passate per un motivo o per l’altro aveva fatto così fatica a capire come fare a essere una guida per tutte quelle persone.

Unica nota di dolcezza e felicità in questo episodio è il fidanzamento di Maggie e Glenn il quale fa le cose per bene nonostante il mondo in cui vivono non sia più quello di un tempo. Chiede la benedizione a Herschel, recupera un anello (col diamante tra l’altro) da una zombie e non ha neanche bisogno di farla la proposta perché Maggie già gli dice di si. Non per rompere il momento di romanticismo ma mi chiedo chi li sposerà questi due, anche se la cosa è più che altro simbolica ovviamente. Metti che muoiano entrambi nel prossimo episodio almeno non hanno rimpianti. E seriamente, temo che in tutto questo clima d’amore uno dei due ci lascerà le penne come da tradizione lostiana (ah, quante coppie sono state sfasciate su quell’isola..). Non ci resta che aspettare in trepidante attesa il season finale che  sicuramente porterà un numero considerevole di telespettatori morti e colpi di scena.

Review: The Walking Dead 3×14 – “Prey”

Restare o andarsene? Woodbury o la prigione? Ma soprattutto, lealtà o tradimento? Questi i principali interrogativi che si pongono i personaggi di The Walking Dead in un episodio molto Andrea-centrico volto a farci tornare a tifare per un character che ormai da tempo avevamo preso in antipatia.

“Prey” si apre con un flashback, cosa che sinceramente ho interpretato come un brutto segno; quando ci sono i flashback vuol dire quasi sempre che qualcuno sta per lasciarci le penne ma, appunto, solo quasi sempre. In questo caso lo scopo è un altro. Vediamo Michonne e Andrea ai tempi della loro sopravvivenza on the road ancora lontane dalla maledetta Woodbury, mentre parlano della provenienza dei due zombie senza braccia. O meglio, Andrea cerca di far parlare Michonne ma tutto quello che riesce a scoprire è che entrambe le creature non erano molto “umane” neanche prima della trasformazione, quindi deduciamo che fossero dei loschi individui. Ma il punto non è questo: si può essere dei mostri anche senza essere morti che camminano ed è proprio questo che realizza Andrea nel presente. Ha scoperto da Milton che il Governatore non ha affatto intenzioni pacifiche nei confronti del gruppo di Rick, anzi li vuole ammazzare tutti tenendosi solo Michonne che pianifica di torturare in una stanza apposita per vendicarsi della morte della figlia. Insomma, è sicuramente fuori di testa e se ci aggiungiamo le altre informazioni raccolte nell’episodio precedente da Andrea allora per lei è veramente arrivato il momento della sveglia: deve uccidere il Governatore. Peccato che ci si metta in mezzo Milton che pur non volendo alcuno spargimento di sangue con il gruppo della prigione consiglia ad Andrea di scappare per avvertirli del pericolo. è un’occasione per capire meglio cosa frulla nella testa di questo personaggio; Milton è convinto che negli zombie rimanga ancora una traccia di coscienza, delle persone che erano un tempo e crede che valga lo stesso per il Governatore, per questo non può lasciare che Andrea lo uccida. In più nonostante tutto Woodbury resta la sua casa. Andrea riesce a convinciere Tyreese e Sasha a farle oltrepassare il confine e li mette in guardia sulla pericolosità del Governatore, facendo presa soprattutto su Tyresse. Quest’ultimo ci è stato presentato finora nelle sue poche scene come un uomo molto pacato e disposto alla mediazione affinchè nessuno si faccia male ma in realtà è solo molto bravo a reprimere una certa aggressività interiore che in questo episodio vediamo venir fuori in una lite con uno del suo gruppo. Pare che ci siano dei rancori legati alla moglie scomparsa del tizio  ma credo sia superfluo approfondire visto che secondo me in uno scontro Woodbury vs. Prigione lui si candida benissimo tra i morti istantanei.

Ma passiamo al succo dell’episodio: la fuga di Andrea. Le scene in cui il Governatore va alla ricerca della sua ex first lady sono dense di tensione e degne del migliore dei thriller. Dall’inseguimento con il pick-up in mezzo al campo fino al lungo tentativo di stanarla nell’edificio abbandonato lo spettatore rimane col fiato sospeso  imprecando ogni volta che spunta uno zombie dietro alla povera Andrea o quando il Governatore le arriva troppo vicino. Sarà proprio grazie a una manciata di morti viventi che la donna riuscirà a seminare Phillip continuando il suo cammino verso la Prigione. è qui che una cosa non mi quadra: ma Andrea non poteva rubargli la macchina mentre lui era inguaiato con gli zombie? Sarebbe arrivata molto prima a destinazione! Secondo me è proprio volerla far apparire scema, ovvio che così alla fine il Governatore la riacchiappa (e proprio alla fine del bosco, con la rete in lontananza e Rick che purtroppo non riesce a vederla in tempo!!). Nonostante il fallimento e questo “dettaglio” non possiamo  ignorare l’incomiabile tentativo di redenzione di Andrea che vuole finalmente tornare all’ovile. Poveretta, scappa a piedi e con solo un misero coltello per proteggersi, direi che possiamo iniziare a perdonarla per le sviste del passato. In tutto ciò Tyreese finisce col farsi abbindolare anche lui dalle balle del Governatore mentre, sorpresona, proprio il fedele Milton fa una scelta drastica bruciando gli zombie destinati all’attacco contro Rick & co. E il Governatore lo sa. Non voglio immaginare quale sarà la sua punizione. E non è tutto perchè nella scena finale scopriamo quale è stato il destino di Andrea; la telecamera ci guida lenta ma inesorabile verso la stanza delle torture creata per Michonne dove però c’è proprio Andrea. Quali atrocità dovrà subire dal Governatore quando mancano solo due episodi alla fine? Credo e spero che non morirà prima della battaglia finale e trovo che già il fatto che le abbiano dato un’opportunità di redenzione sia una gran cosa ma con TWD non si può mai dire.

Review: The Walking Dead 3×13 – “Arrow on the doorpost”

L’episodio di questa settimana prepara il terreno per gli eventi che ci condurranno al season finale. Contrariamente a quanto visto finora in TWD vengono ridotte al minimo uccisioni e combattimenti e assistiamo invece a un episodio in cui si discute molto e ci si confronta.

Proprio il confronto è il tema principale di “Arrow on the doorpost”, quello epico tra i due leader, Rick e il Governatore ma anche tra Andrea e Hershel, tra Merle e Michonne e la coppia in crisi Maggie e Glenn. Ma andiamo al succo dell’episodio; l’illusa pacifista Andrea riesce a organizzare un incontro tra il suo Phillip e Rick in un vecchio spaccio sperando di fare raggiungere ai due una specie di tregua. Rick si fa accompagnare da Daryl e Herschel, una scelta non casuale. La volta precedente aveva lasciato il più giovane dei fratelli Dixon alla prigione perchè controllasse Merle e si era invece portato dietro Michonne dato che ancora non era certo se fidarsi o meno di lei. Dopo gli avvenimenti della settimana scorsa si vede che Rick ha capito di poter fare affidamento su Michonne. Durante l’incontro Andrea viene bellamente messa da parte da entrambi gli uomini che non se la filano manco di striscio mentre cerca di mediare le trattative. Ecco quindi la prima avvisaglia di non essere poi tanto vitale ai fini della questione, le sue certezze vacillano soprattutto quando Rick (finalmente!) menziona ciò che il Governatore ha fatto a Maggie. Vuoi vedere che hanno tutti ragione a dire che Philllip è ‘un uomo malato’? Ma non è sufficiente, non ancora, e nonostante l’invito di Herschel a tornare alla prigione con la sua ‘famiglia’, ma con l’avvertimento che poi non potrà più guardarsi indietro, alla fine parte comunque con il Governor.

Il confronto tra Rick e il Governatore ci è molto utile per scoprire nuovi fatti sul suo conto. Era solo un comune impiegatuccio, Phillip, prima dell’apocalisse, con un capo più giovane e meno esperto di lui e aveva perso la moglie per un banale incidente. è chiaro che l’invasione dei morti viventi gli ha dato un’opportunità per sfogare la sua megalomania, diventare l’uomo di potere che non è mai potuto essere prima e la presenza di Rick nella prigione rappresenta una minaccia per lui. L’avevamo già intuito, non può permettersi di avere un personaggio come lui intorno che mina la sua autorità e che fornisce un’alternativa a Woodbury per i suoi cittadini. Durante l’incontro si dimostra perfettamente tranquillo e disposto a un accordo, presentandosi disarmato ma tenendo una pistola attaccata col nastro adesivo al suo lato del tavolo. La proposta ‘ragionevole’ che fa a Rick è la seguente: tu ha ciò che voglio, dammi Michonne e io vi lascerò in pace. Rick sarà disposto a sacrificare una sola persona, appena entrata di diritto all’interno del gruppo, per salvarne molte altre? Quando torna alla prigione non racconta la verità ma dice solo che il Governatore vuole la prigione e vuole ucciderli tutti quindi sarà necessario andare in guerra e noi siamo portati a pensare che abbia già preso la sua decisone, Michonne non si lascia. Più tardi però, da solo con il buon Harschel che ormai è diventato il confidente di tutti, traspare qualcosa di diverso. Gli dice della proposta ricevuta e capiamo che potrebbe anche accettare seppur combattuto all’idea. Anche il Governatore non è stato sincero e pianifica di uccidere tutti quelli che andranno allo spaccio tranne Michonne, per una vendetta privata. A creare una falla nel suo progetto potrebbe però essere il fedele (fino ad ora) Milton. L’uomo aveva fatto il doppio gioco con Andrea per nascondere l’attacco alla prigione ma ora le cose sono diverse perchè parlando con Hershel sta iniziando a capire chi sono i buoni e chi è il pazzo della situazione quindi potrebbe tentare di fermarlo.

lsPer quanto riguarda gli altri personaggi in questo episodio abbiamo anche la tanto attesa riconciliazione della coppia Maggie +  Glenn grazie all’ammissione di quest’ultimo di essersi concentrato troppo su di sè dopo i fatti di Woodbury. Come al solito speriamo con tutto il cuore che nessuno dei due faccia una brutta morte in un prossimo futuro. Anche gli ultimi arrivati alla prigione interagiscono, infatti Merle propone a Michonne di attaccare segretamente il Governatore e farlo fuori una volta per tutte ma Michonne rifiuta dimostrando una volta in più di essere fedele al capo. Chi morirà nei prossimi episodi? Chi scaglierà la prima pietra? Il finale si avvicina e può solo finire nel sangue.

Review: The Walking Dead 3×12 – “Clear”

Sono belli gli episodi che hanno una loro utilità specifica. Succedono tante cose a TWD, a volte dei personaggi muoiono come è successo a Lori, a Sophia e chi rimane deve affrontarne le conseguenze. Era comprensibile che Rick perdesse la testa dopo la morte della moglie e noi spettatori abbiamo atteso con impazienza di scoprire se la cosa sarebbe stata permanente o se ci sarebbe stato un modo per farlo tornare in sè. In questo episodio, uno dei migliori della serie finora, ci viene mostrato che un modo c’è.

Una puntata diversa dalle altre la 3×12, solo tre regular e una guest star a dividersi la scena al di fuori della solita prigione. Rick ha deciso di prendere con sè Michonne e il figlio Carl per andare a cercare armi in vista dello scontro con il Governatore e la destinazione è la vecchia stazione di polizia dove lavorava l’uomo. Una volta arrivati però non trovano più le munizioni, ciò significa che qualcuno le ha prese. Questo qualcuno ha anche monopolizzato ciò che resta della città, coprendo i muri di scritte intimidatorie e senza speranza ma soprattutto creando un semplice ma efficace sistema di sicurezza contro gli zombie fatto di fili e lance appuntite. Accortosi degli intrusi l’individuo dal volto coperto inizia a sparare contro il gruppo e sarà il giovane Carl a fermarlo con una pallottola nel petto. Notiamo non solo l’impressionante facilità con cui lo fa ma anche la reazione stranita di Rick che si accorge di quanto sia cambiato il figlio, così tanto da sparare a un uomo senza battere ciglio. Comunque, il tizio indossava un giubbotto antiproiettile e, sorpresa, è Morgan Jones! Lo si era visto all’inizio della stagione 1 quando lui e il figlio avevano dato rifugio a Rick e gli avevano spiegato cosa stava succedendo nel mondo. Peccato che poi Rick se li sia dimenticati, così come della promessa di accendere la ricetrasmittente tutte le mattine all’alba per sentire se avevano bisogno d’aiuto. Ops.

Il ritorno di Morgan è una genialata assoluta. L’uomo è cambiato radicalmente rispetto alla prima stagione perché ha perso il figlio Duane, morso e trasformato dalla madre-zombie che lui stesso non aveva avuto cuore di eliminare quando ne aveva avuto l’occasione. Da allora Morgan è rimasto da solo in quella città, a “ripulirla” dai morti viventi diventando a poco a poco sempre più folle. Secondo lui anche Rick e suo figlio moriranno perché sono dei coraggiosi e dei forti e la gente come loro finisce sempre male mentre invece quelli come Morgan che sono deboli e si nascondono sopravvivono. Vedere l’uomo così e sentire queste parole è la chiave per la ripresa di Rick; gli viene automatico cercare di convincere Morgan a venire con lui alla prigione dove si riprenderà e combatterà insieme a loro nello scontro con Woodbury e, in un certo qual modo è come se parlasse con la parte pazza di sè stesso. Morgan rifiuta l’invito e rimane lì nella sua città fantasma, tormentato dal ricordo di chi non c’è più e Rick capisce che anche lui si sta comportando nella stessa maniera e se non ne esce subito rimarrà così. L’altro punto forte dell’episodio riguarda Carl e la sua evoluzione. Ricordo quando fino a non molto tempo fa era il secondo personaggio più fastidioso dietro a sua madre Lori ma è proprio la morte della donna a dargli una scossa e a fargli abbandonare l’infanzia e i capricci. L’abbiamo visto impugnare fucili, abbattere zombie e farsi in quattro per proteggere tutti ma non avevamo ancora avuto modo di puntare i riflettori solo su di lui.

Il viaggio è una scusa per andare a prendere l’unica foto rimasta di Lori da mostrare a Judith quando sarà grande, il tutto all’insaputa di Rick. è una cosa molto tenera e per una volta non dispiace scorgere ciò che ancora rimane del bambino di un tempo. Ad aiutare Carl a recuperare la foto c’è Michonne che mostra finalmente il lato umano che si cela sotto il suo aspetto da dura con la spada. Certo, a dirla tutta già sapevamo che teneva molto all’amicizia di Andrea però a parte quello è sempre stata un personaggio molto chiuso. Qui invece tiene d’occhio Carl che quindi ora la reputa una a posto, “una di loro” e lo riferisce al padre che dapprima aveva deciso di tenerla nella prigione solo temporaneamente in vista della battaglia con il Governatore, il loro nemico comune. è comprensibile che invece Michonne sotto sotto si sia ormai abituata alla compagnia e il pensiero di tornare a fare la vita da eremita non la alletta per niente. Ci scappa pure una battuta con Rick che è anche una piccola rivelazione sul suo passato e un modo per far capire all’uomo che sa come si sente dopo il lutto; anche lei ogni tanto parlava col fidanzato morto. E si fanno una risata (che bello vedere Andrew Lincoln ridere, è così sciupato ultimamente!). è così che, muniti di armi, culla e foto per Judith, i tre se ne ritornano alla prigione. Temo che sia stato l’ultimo episodio tranquillo per quest’anno.

Review: The Walking Dead 3×11 – “I ain’t a Judas”

“Non sono un Giuda”. A chi si riferisce il titolo dell’episodio di questa settimana? I candidati sono più d’uno ma di sicuro sappiamo che i riflettori sono puntati principalmente su Andrea che a un certo punto sembrava essersi risvegliata dal lungo torpore in cui si era crogiolata fin ora, per poi ricadervi un’altra volta.

L’espressione combattiva e incattivita di Rick con la quale ci eravamo lasciati la settimana scorsa prometteva cambiamenti, vendetta, una ritrovata volontà di guidare il gruppo contro la minaccia rappresentata dal Governatore ma invece niente, non è durata. Rick è ancora allo sbando, seppur senza visioni, così tanto da sentirsi consigliare dal figlio Carl di smettere di insistere nel voler essere il capo quando non è in condizione di prendere decisioni. Bello smacco sentirsi dire una cosa del genere da un bambino che una volta ti prendeva come esempio, un bambino che ormai è più un piccolo uomo e Rick se ne accorge arrivando a fine episodio ad arruolarlo per il contrattacco a Woodbury, un discreto shocker a parere mio. Se Lori fosse stata ancora in vita credo si sarebbe opposta con forza (e per una volta avrebbe avuto ragione, non è prestino per mandarlo allo sbaraglio?). Intanto il gruppo ha isolato Merle in un’ala separata, per sicurezza, e vediamo il maggiore dei fratelli Dixon fare due chiacchiere con l’altro monco della serie, il saggio Herschel. L’incontro è molto utile perchè il buon veterinario fa capire a Merle attraverso una citazione della Bibbia che deve abbandonare il rancore verso Rick per la faccenda del tetto perchè altrimenti lo consumerà ma soprattutto lo allontanerà dal fratello. Piccola sorpresa: Merle già lo conosceva quel passo della Bibbia! E a memoria! Salta fuori che a Woodbury c’era una gran bella biblioteca.

E a proposito di Woodbury, il Governor sta preparando un esercito arruolando chiunque non abbia problemi di artrosi, anche chi ne starebbe volentieri fuori. La cosa preoccupa Andrea che inizialmente tenta di sistemare le cose ma poi si stanca e finalmente parte alla volta della prigione per vedere chiaro sulla situazione. Tornando al titolo, un altro Giuda dell’episodio è sicuramente Milton che continua a mentire ad Andrea riguardo all’attacco al gruppo di Rick come se non ci fosse un domani ma non è tutto perchè dopo che la donna gli confida di progettare la fuga lui va dritto dal Governatore a spifferarglielo. Lui lascia che la aiuti però,  forse vuole vedere come va a finire. Così la figliola prodiga torna a casa accompagnata da un zombie senza braccia e mascella in stile Michonne ma l’accoglienza non è delle migliori; Rick non si fida di lei e la perquisisce come una criminale. La povera ingenua si presenta come una novella Maria Teresa di Calcutta, chiede la pace a suon di “se ne può parlare” e  “avete cominciato voi” (e no, chi li ha rapiti Maggie e Glenn?) e più o meno si fanno tutti una bella risata. Axel e quell’altro sono morti per colpa del Governatore e serve vendetta perchè lui di certo non ha in mente una soluzione pacifica. Michonne si confronta con la vecchia amica spiegandole che se era tornata a Woodbury era stato solo per mostrarle che sotto il volto fascinoso di “Phillip” come lo chiama lei, c’era in realtà un pazzo che aveva mandato Merle a ucciderla dopo che l’aveva lasciata andare e se Andrea fosse andata con lei quell’ordine sarebbe valso per entrambe. Evidentemente però Andrea aveva preferito la sicurezza del Governatore all’amicizia di Michonne. Andrea decide infine di andarsene ma non prima di beccarsi un buon consiglio da Carol: quando torni a Woodbury portatelo a letto e poi fallo fuori. Un buon piano che però Andrea non riuscirà a portare in atto, ritraendosi nell’ombra col coltello in mano. In tutto questo dei Giuda inconsapevoli sono anche Tyreese e compagni che, cacciati da Rick dalla prigione, trovano rifugio a Woodbury, ignari del pazzo che la governa. Molto prevedibilmente non appena questi scopre da dove vengono gli riserva il solito trattamento da perfetto padrone di casa e gli chiede anche di fargli un disegnino del penitenziario, meglio se preciso come il tatuaggio di Michael Scofield. Un peccato, Tyreese mi ispirava molto e in fondo mi chiedo se per caso non sia tutto un colpo di scena a scoppio ritardato: e se Rick stesse usando il gruppo di Tyreese come Cavallo di Troia? Sarebbe un bel colpo. Che cosa ci aspetta dunque così vicini al season finale? Andrea ha scelto di stare dalla parte del Governatore decidendo di non ucciderlo o ambisce ancora alla soluzione pacifica? E la solita tanto temuta domanda: chi sarà il prossimo a morire?

P.S.: ottima interpretazione dell’adorabile Emily Kinney di Hold On di Tom Waits, un motivo in più per piangerla in caso di brutta fine imminente.